Per un’architettura naturale – di Alessandro e Leonardo Matassoni

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“…osservando le opere di Lautner, si può vedere come l’architettura organica non sia necessariamente wrightiana nelle forme, quantunque lo sia nello spirito…”

Bruno Zevi

E’ un fatto che nel percepire lo spazio ognuno di noi sperimenti qualcosa che non si può spiegare mai del tutto. L’ambiente si percepisce attraverso un flusso di coscienza in cui si incanalano moltissime sensazioni che nel campo della filosofia della mente, sono chiamate qualia. I qualia, ossia le particolari qualità delle percezioni, anche se sono strettamente connessi alla realtà fisica, non possono essere razionalizzati “smontandoli” così come non si può descrivere ad un cieco dalla nascita la sensazione del rosso!

C’è una realtà sfuggente ifinitamente più profonda di ciò che si può descrivere a parole, afferrabile solo in modo automatico e istintivo.

Tuttavia, secondo i materialisti della psicologia cognitiva,


FATTORE DI SCALA – di Alessandro e Leonardo Matassoni

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la forma segue la funzione…….. anche se non sembra!

E’ nitido il ricordo della sensazione spiazzante provata a Londra visitando la Gherkin Tower! Quando si attraversa la piazza antistante, da lontano la torre si staglia in tutta la sua armonica razionalità, ed è bellissima, poi però avvicinandosi, si viene colti di sorpresa da un’impressione vagamente deludente come di un giocattolone fuori scala!

Forse la compattezza della forma si accorda male al contesto, o potrebbe dipendere dalla macrostruttura diagonale che arriva fin giù alla piazza, senza alcun attacco a terra, cioè senza elementi che possano mediare tra la dimensione del grattacielo e quella umana. O forse dipende dalla consistenza e dall’aspetto dei gusci che la rivestono e che le fanno assumere un aspetto un po’ ”plasticone”, suonano a vuoto e sono


LA META’ OSCURA – di Alessandro e Leonardo Matassoni

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riflessioni sulla densità e sulla sostanza umanistica della città

 

 

“L’uomo è una fune sospesa tra l’animale e il superuomo, una fune sopra l’abisso. . . . Quel che è grande nell’uomo è che egli è un ponte e non una meta: quel che si può amare nell’uomo è che egli è transizione e tramonto. Io amo coloro che non sanno vivere se non per tramontare, perché sono coloro che passano dall’altra parte.”

 Fiedrich Nietzsche, Così parlò Zarathustra, 1885

 

 

Che la condizione umana sia ancora profondamente legata alle nostre origini primitive, evidentemente, Nietzsche lo aveva capito e già da un po’ ormai, è un fatto riconosciuto anche in ambito scientifico.

La maledizione del paleolitico” o “il principio dell’uomo delle caverne” sono le formule evocative usate da biologi, psicologi e sociologi, che concordano nel ritenere che alcuni tratti


SINDROME POSTMODERNA – di Alessandro e Leonardo Matassoni

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cercare un orizzonte

“Una mappa del mondo che non comprende il paese dell’Utopia è indegna anche di un solo sguardo, perché ignora il solo paese al quale l’Umanità approda continuamente. E quando l’Umanità vi getta le ancore, sta in vedetta, e scorgendo un paese migliore, di nuovo fa vela. Il progresso non è altro che avvalersi delle utopie.”

Oscar Wilde

  

Probabilmente è fatale che nella storia si susseguano momenti di coraggiosa sperimentazione pionieristica, alimentati dalla fiducia nel futuro e nei mezzi dell’uomo, e successivi periodi di ripiegamento o “maturazione”, in cui vengono meno le certezze e ci si accontenta di mantenere l’equilibrio. Quello che stiamo vivendo è uno di questi?

Come architetti non ci interessa granché proporre l’ennesima personale lettura della Biennale di Venezia di cui si è detto e scritto anche


DOVERE NATURALE – di Alessandro e Leonardo Matassoni

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“……….. Abbiamo deciso di andare sulla luna. Abbiamo deciso di andare sulla luna in questo decennio e di impegnarci anche in altre imprese, non perché sono semplici, ma perché sono ardite, perché questo obiettivo ci permetterà di organizzare e di mettere alla prova il meglio delle nostre energie e delle nostre capacità, perché accettiamo di buon grado questa sfida, non abbiamo intenzione di rimandarla e siamo determinati a vincerla, insieme a tutte le altre…………..……….……… Be’, lo spazio è lì e noi partiremo alla sua conquista e anche alla conquista della luna e dei pianeti, verso nuove speranze di conoscenza e di pace. Chiediamo quindi la benedizione di Dio per l’avventura più pericolosa e rischiosa, ma anche per la più grande impresa che l’uomo abbia mai affrontato.”

John F. Kennedy, Huston, Texas 1962

 

La coscienza


LE DUE VIE – di Alessandro e Leonardo Matassoni

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“… la scienza, prima di essere esperimenti, misure, matematica, deduzioni rigorose, è soprattutto visioni. La scienza è attività innanzitutto visionaria. Il pensiero scientifico si nutre della capacità di “vedere” le cose in modo diverso da come le vedevamo prima….”

Carlo Rovelli

 “… l’immaginazione è più importante della conoscenza…”

Albert Einstein

 

A volte capita di sentir parlare dell’eleganza di una teoria scientifica ma dato che solo in pochi ne padroneggiano il linguaggio, la sua bellezza rimane confinata all’apprezzamento della  comunità relativamente ristretta che può comprenderlo; in generale però non c’è dubbio sul fatto che un’idea possa esser bella ed elegante in sé e questo lo possiamo capire tutti perché la poesia, che invece usa un apparato linguistico comprensibile ai più, ne è piena!

Esiste una forma di bellezza che potremmo chiamare “intrinseca”, che non ha bisogno


PIAZZA VERTICALE – di Alessandro e Leonardo Matassoni

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“… In realtà i media elettrici non allargano la dimensione spaziale, ma piuttosto la sopprimono. Grazie all’elettricità ristabiliamo ovunque rapporti diretti, come nel più piccolo dei villaggi….”

Marshall MacLuhan

 

M. MacLuhan nel suo famoso saggio “Il medium è il messaggio”, interpreta la storia umana come un succedersi di tensioni generate dall’emergere dei nuovi media (di qualunque genere), intesi come estensioni delle capacità e delle possibilità umane (tecnologia) e la conseguente necessità di recuperare un “equilibrio omeostatico” metabolizzandone gli effetti e, in qualche modo, combinandoli con il mondo che hanno appena sconvolto. In quest’ottica il momento storico che stiamo vivendo, sulla soglia  dell’era del villaggio globale e di una nuova sensitività universale è davvero interessante ed è evidente che l’architettura non può non registrare le inquietudini che l’accompagnano. Come dovrebbe essere allora un’architettura per una importante compagnia attiva in


TRAMA PESANTE – di Alessandro e Leonardo Matassoni

DETTAGLIO DI FACCIATA

“La creatività è la risposta che apre”

Aldo Carotenuto

 

A Los Angeles, accanto alla Walt Disney Concert Hall di Gehry  e di fronte al MOCA di Isozaki sorge il nuovissimo Broad Museum, costruito su progetto di Diller Scofidio + Renfro e ormai pronto per l’apertura ufficiale proprio in questi giorni (prevista per il 20 settembre). Le foto che già circolano in rete, consentono di farsi un’idea abbastanza precisa di questa architettura, la cui cifra distintiva è costituita senz’altro dall’iconico involucro scatolare bianco e traforato che la ricopre, già entrato nell’immaginario collettivo con il nomignolo di “grattugia”!

Esternamente il nuovo Broad si configura come un volume stereometrico interrotto solo dal sollevamento diagonale degli angoli, laddove la sua orditura obliqua genera i varchi d’ingresso costituiti da pareti vetrate arretrate dal filo della


SUPERMARKET DI IDEE – di Alessandro e Leonardo Matassoni

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 ad uso esclusivo di spiriti  non allineati

 

“Un modo sicuro di indurre la gente a credere a cose false è la frequente ripetizione, perché la familiarità non si distingue facilmente dalla verità.” 

Daniel Kahneman

Nel mondo globalizzato, l’idea moderna di avanguardia artistica come fase storica isolata e di rottura con ciò che l’ha preceduta, sembra un concetto  che non appartiene più alla contemporaneità.

Di primo acchito la frequenza quasi quotidiana con cui si manifesta “il nuovo” dà la sensazione di un continuum che potrebbe essere rappresentato da un diagramma senza picchi in cui tali eventi si siano gradualmente avvicinati sempre di più fino a fondersi. E’ un assurdo della contemporaneità ma, in realtà, non è chiaro se stiamo vivendo dentro ad un’avanguardia dilatata nel tempo, senza accorgercene perché ormai siamo assuefatti al ritmo


IL SENSO DEL GENIUS LOCI – di Alessandro e Leonardo Matassoni

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” La cosa più sublime che possiamo sperimentare è il senso del misterioso. Esso è la fonte di ogni vera arte e di ogni scienza. L’uomo al quale quell’emozione è estranea, che non è più capace di fermarsi a guardare immobile al colmo della meraviglia, è come se fosse morto. I suoi occhi sono chiusi”

Albert Einstein

 

Le architetture interessanti, innescano sempre catene di pensieri e similitudini con altre opere che fanno già parte della propria memoria architettonica acquisita