LA VERITA’ E’ SEMPRE POLITICAMENTE SCORRETTA

PERDERE DI VISTA IL SENSO DELLA VITA PUR DI SOPRAVVIVERE

 

Finalmente, anche se in ritardo e un po’ timidamente, alcuni degli intellettuali più importanti del mondo si sono espressi in termini critici sull’ideologia del politicamente corretto ad ogni costo!

Voler essere a priori politicamente corretti presuppone la disponibilità ad allinearsi al pensiero unico globalista.

1 … Lo si fa per mancanza di giudizio critico e per pigrizia mentale.

Pensare costa fatica infatti e bisogna spendere energie mentali per informarsi ed acquisire le basi, ancora di più per elaborarle e farsi un’opinione fondata delle cose; insomma è un lavoraccio, ma è quel lavoraccio che costruisce le fondamenta della libertà democratica.

Di certo in questo frangente, anche il nostro usuale stile di vita ci rema contro perché non ce n’è neanche il tempo se non lo si cerca accanitamente; così, un po’ per pigrizia un po’ per distrazione, è molto più comodo delegare altri a pensare in nostra vece. Ed è un errore grossolano ed una colpa grave!

2 … Ovviamente ci si può allineare anche per convinzione ideologica, e in questo caso si rischia di cadere nel dogmatismo diventando come sono sempre stati tutti i fanatici nella storia; pericolosi e irrecuperabili.

Comunque, qualunque sia la molla che ha risvegliato i nuovi censori sparsi per il mondo occidentale (incredibile!) o l’ispirazione che di recente ha guidato le menti illuminate di alcuni nostri politici,  pensare che oggi, nell’epoca in cui non può più esser cancellato nulla, si possa attuare una damnatio memoriae come ai tempi del faraone eretico (Akhenaton) è incredibilmente puerile e ingenuo.

E’ ancora fresco il ricordo dello sdegno generale per le  cannonate talebane contro i Buddha afgani, e anche per la distruzione dei reperti archeologici perpetrata dai selvaggi dell’ISIS, ci si sdegna ancora, dopo quasi 90 anni, per i roghi nazisti del 1933 organizzati per bruciare i libri considerati non allineati “all’ideologia”, e allora perché ora non è considerato altrettanto deprecabile abbattere o imbrattare i simboli del passato?

Perché, mi risponderebbe sbagliando il benpensante miope, chi lo fa adesso se la prende con i modelli negativi…

Ed il punto è proprio questo infatti: per il fanatico di turno non importa se a dover essere distrutto è il simbolo di un sant’uomo, di un esploratore, di Giulio Cesare, o di un giornalista del nostro recente passato, perché quello che conta è cancellare la memoria storica di ciò che non è coerente con il SUO dogma!

E questo è semplicemente un atto di totalitarismo.

Si tratta di un approccio alla civiltà e alla storia tremendamente sbagliato anche perché è divisivo; pur di creare capri espiatori emblematici, bandiere nemiche contro cui indirizzare il sacro fuoco (in questo caso progressista), si trasformano figure ormai secolarizzate, e dunque innocue, in simboli del male, in contenitori di una “memoria storica” ri-costruita surrettiziamente ad uso e consumo della propaganda. Si costruiscono “ordigni ideologici” con cui armare coloro che consegnano ad altri la propria facoltà intellettuale!

3 … Il terzo caso per cui ci si può conformare è il più cinico: la convenienza. In questo caso si compie una scelta a freddo che immiserisce la vita chinando il capo di fronte ad un sistema dal quale altrimenti, si viene emarginati. La liquidità baumaniana all’opera!

Infine c’è anche un fattore trasversale, un male esistenziale tipicamente contemporaneo.

Quel “male quotidiano” che logora e corrompe nell’ordinarietà, infiacchisce lo spirito consumandone l’energia e inducendo a cedere terreno, solo un po’ per volta ma inesorabilmente; con l’abitudine e il tempo, tirando avanti, perdiamo di vista il senso profondo della vita immersi fino al collo come siamo, nelle piccole miserie e nei doveri prosaici di tutti i giorni e ci dimentichiamo di alzare lo sguardo da terra! Forse per sempre!

A meno che …… a meno che non si sia bene ancorati ad un SE’ degno di rispetto, prezioso e da non dilapidare negando la verità; una parola che fa quasi paura ormai e che ultimamente, sembra quasi diventata un tabù; verità perdio! Si, verità!

E’ incredibile che ci si ritrovi a dover ribadire che non può esserci alcun riferimento esistenziale senza la VERITA’, che piaccia o no!

E non mi si venga a dire che non esiste perché è proprio il relativismo il principale fluidificante della contemporaneità!

E per concludere, giusto per tenere i piedi per terra, ci si può accontentare anche “solamente” di ciò che si ritiene essere la verità; ci si può accontentare dell’onesta’, ma di nulla di meno!

 

About This Author

Post A Reply