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L’ALBA DEL DOMANI – di Alessandro e Leonardo Matassoni

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…… riflessioni sulla città del futuro – parte 2 ……

” …… non penso mai al futuro, arriva così presto ……”

Albert Einstein

Se ci siamo addentrati nell’era del dominio assoluto della tecnologia, quali potrebbero esserne gli effetti sulla società e sulla città come sua forma fisica?

Uno dei filoni narrativi più sfruttati dalla cinematografia fantascientifica descrive un ipotetico domani, non esattamente collocato ma non troppo lontano, in cui la società soffre di una pericolosa forma di disgregazione, una parziale atrofia dei contatti interpersonali causata dall’autoisolamento sociale.

Sono spettacolarizzazioni che drammatizzano alcune teorie ben documentate sul futuro della società (elaborate da sociologi, psicologi e scienziati) che, effettivamente, individuano elementi concreti già osservabili e convergenti verso la previsione di imminenti cambiamenti socioculturali significativi; uno


RAPSODIA URBANA – di Alessandro e Leonardo Matassoni

Baltimore

….. verso la città del domani …..

“Il problema non è mai come farsi venire in testa pensieri nuovi, innovativi, ma come togliersi dalla mente quelli vecchi……….. ripulite un angolino della vostra mente e la creatività andrà immediatamente ad occuparlo”

Dee Hock

 

Uno dei fattori chiave alla base della qualità dello spazio urbano è il tempo che lo trasforma e lo modifica adattandolo alla natura, all’economia e all’uomo.

Il tempo e la pressione dell’ambiente, inteso in senso lato, sono ciò che lentamente ha discriminato, trasformato e selezionato , organizzando un fenomeno spontaneo altrimenti disordinato; un processo molto simile a quello dell’evoluzione naturale e, in molti sensi non del tutto separato da esso.

Una seconda riflessione sulla città ci porta a considerare che se c’è un oggetto di studio per il quale


SOTTILISSIMO EQUILIBRIO – di Alessandro e Leonardo Matassoni

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“….. Inconsciamente lui mi delinea una nuova scuola, una scuola che dovrà avere in sé tutta la passione dello spirito romantico e tutta la perfezione dello spirito greco. L’armonia di anima e corpo… che cosa grande! Nella nostra follia noi li separiamo e abbiamo inventato un realismo che è volgare e un idealismo che è vuoto.….” Oscar Wilde

 

La cronaca dell’architettura contemporanea potrebbe essere letta in questi termini? Le correnti che la stanno attraversando possono essere classificate sulla base del loro collocamento rispetto a queste ideologie contrapposte e fondative tra le quali la cultura occidentale oscilla, sospesa tra determinismo e passione, tra razionalismo e romanticismo?

Sulla base di tutto ciò, è possibile misurare la capacità di un’architettura di perdurare nel tempo come opera d’arte sociale?

E ancora ci chiediamo: un’architettura la


ARCHITETTURA IN-ORGANICA – di Alessandro e Leonardo Matassoni

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“… La Bellezza consegue sempre da una pienezza totale di natura dell’espressione : che è espressione intrinseca . Mai l’eccesso va confuso con l’esuberanza … chi conosce questa differenza tra eccesso ed esuberanza sente la natura del principio poetico …”

Frank Lloyd wright – Testamento

 

 

 

Un’architettura museale dovrebbe farsi essa stessa, in quanto tale, strumento di veicolazione del suo contenuto?

Partendo da questo assunto con una risposta positiva, un museo dedicato alle scienze naturali dovrebbe essere progettato traendo ispirazione dalla morfologia degli esseri viventi, non in modo diretto e superficiale ovviamente, ma ispirandosi all’ordine prodotto dalle leggi della fisica e della fisiologia e al tipo di bellezza che generano, complessa ed esuberante ma nello stesso tempo, essenziale e necessaria.

Il “Biomuseo di Panama” progettato da Frank Gehry è dedicato alla biodiversità della natura panamense


SPECIAZIONE – di Alessandro e Leonardo Matassoni

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IPOTESI EVOLUTIVA DEL GRATTACIELO

 

“Nel migliore dei casi, oggi risultano esclusivamente le dimensioni grandiose, eppure queste costruzioni avrebbero potuto essere qualcosa di più di una semplice manifestazione delle nostre possibilità tecniche.”

Ludwig Mies van der Rohe

 

“… New York …… è una catastrofe con la quale un destino troppo avventato ha travolto un popolo coraggioso e fiducioso, ma pur sempre una bella e apprezzabile catastrofe”

Le Corbusier

 

 

Per Ground Zero ci immaginavamo le grandi possibilità offerte dalla situazione che ne facevano un’opportunità unica, di portata storica per l’altissimo valore simbolico che inevitabilmente, le nuove architetture nate dalla distruzione avrebbero assunto. Quale migliore occasione per un’operazione estrema?

Quale approccio adottare se non di tipo spregiudicato, in una situazione speciale che richiedeva coraggio?

Nella realtà dei fatti invece, tutte queste premesse non sono state sufficienti a garantire il


LA FINESTRA DELL’ANIMA – di Alessandro e Leonardo Matassoni

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RIFLESSIONI SULL’IMPULSO CREATIVO

Le pitture rupestri di Lascaux sorprendono in modi inaspettati; sono immagini primitive ma estremamente raffinate, antiche eppure moderne per il loro linguaggio sintetico; esse riescono a far rivivere con gli occhi dei loro artefici un ambiente primordiale fatto di cavalli al galoppo, cariche di bisonti, rinoceronti, elefanti e leoni, tanto che sembra di vedere quelle stesse savane, di sentirne i rumori. Attraverso quell’arte, quegli uomini guardavano sé stessi come in uno specchio e così noi oggi di fronte alla stessa arte dopo 40.000 anni, siamo avvolti da una suggestione, una “realtà aumentata ante litteram”, che sfrutta la capacità immaginifica della mente calandoci in un tempo e in un luogo diversi; l’effetto che ne risulta è forte tanto da potersi paragonare a quello di immersione totale tipico dell’esperienza musicale,


ECONOMIA UMANISTICA – di Alessandro e Leonardo Matassoni

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“….. se esiste qualcosa di santo, di puro, di sublime, qualcosa che assecondi questo smisurato desiderio dell’infinito e del vago che chiamano anima, questa è l’arte.”

Gustave Flaubert

Nei momenti storici di grande difficoltà e ristrettezze come quello che stiamo vivendo si tende a considerare la bellezza artistica come un lusso, una superflua e costosa forma di ricchezza culturale alla quale sembra ragionevole rinunciare; la bellezza artistica costa, quella prodotta attraverso l’architettura in particolar modo!

Fatalmente si impone il cinismo ragionieristico e i “contabili”  fanno il loro lavoro con la tipica mentalità miope ed esclusivista che punta alla semplicistica quadratura dei conti.

Se è  ovvio che “l’economia monetaria” è stata da sempre strettamente legata all’arte ed è altrettanto ovvio che le sue oscillazioni, ce lo insegna la storia, corrispondono agli


SPIRITO MEDITERRANEO – di Alessandro e Leonardo Matassoni

Salk Insitute, Louis Kahn - immagine tratta dall'album di " Xavier de Jauréguiberry"

” ….. Camminando lungo un tunnel stretto e scuro dell’Alhambra, ai miei occhi comparve, sereno, silenzioso e solitario, il bel Patio de los Mirtos. Racchiudeva ciò che deve contenere un giardino perfetto: niente meno che l’universo intero”.

Luis Barragan

 

Si sa che l’architettura ha una grande capacità comunicativa e può trasmettere dei significati subliminali; ciò vale tanto più per un museo che come opera architettonica specializzata nella trasmissione dei suoi contenuti dovrebbe essere esso stesso, in quanto oggetto architettonico, il loro principale veicolatore.

Per il museo delle civiltà mediterranee, aperto al pubblico recentemente nel porto di Marsiglia, senza dubbio Ricciotti si sarà interrogato su come sia possibile far sì che un’architettura museale possa sublimare i caratteri della mediterraneità.

E’ possibile codificare questi elementi e farne la base di un processo progettuale?

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TOY ARCHITECTURE – di Alessandro e Leonardo Matassoni

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“La semplicità nell’arte è, in generale, una complessità risolta”

Constantin Brâncuşi

 

Se la “sintesi” artistica è il prodotto di un paziente processo di approfondimento, selezione e scarto, è possibile che possa essere raggiunta più direttamente attraverso l’applicazione di un metodo chiaro e sempre valido?

Vi sono architetture che rivelano chiaramente un metodo compositivo ben preciso che a volte viene illustrato ed utilizzato dagli autori stessi in maniera didascalica; sulla scena internazionale l’esempio più evidente in questo senso è costituito probabilmente dallo studio danese Bjarke Ingels.

I “BIG” compongono le loro architetture con un’operazione di anamorfosi plastica perfettamente illustrata nei loro schemi, in cui si evidenzia come, a partire da un volume iniziale stereometrico o da una forma regolare e compatta, si proceda in sequenza alla sua foratura da parte dei flussi urbani, alla sua successiva


COLONIA URBANA – di Alessandro e Leonardo Matassoni

Jackson Pollock - immagine tratta dall'album di Thomas Hawk

“Le leggi della storia sono assolute come quelle della fisica, e se in essa le probabilità di errore sono maggiori è solo perché la storia ha a che fare con gli esseri umani che sono assai meno numerosi degli atomi, ed è per questa ragione che le variazioni individuali hanno un maggior valore.”

 Da “Fondazione e impero” Isaac Asimov

 

 

Per una città futura interattiva e superconnessa, abitata da milioni di individui sarebbe realistico ipotizzare dei comportamenti comuni, delle reazioni di massa immediate a determinati stimoli ambientali?

La dimensione urbana rimane tutt’oggi un campo d’indagine in cui l’architettura moderna e quella contemporanea non sono ancora riuscite a fornire risposte convincenti.

Le tipologie urbane proposte negli ultimi cinquanta anni come oggi, sono approssimazioni, modelli semplificati, strumenti eccessivamente grezzi ai quali si è cercato di ricondurre un