Posts in Category: antropologia

SINDROME POSTMODERNA – di Alessandro e Leonardo Matassoni

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cercare un orizzonte

“Una mappa del mondo che non comprende il paese dell’Utopia è indegna anche di un solo sguardo, perché ignora il solo paese al quale l’Umanità approda continuamente. E quando l’Umanità vi getta le ancore, sta in vedetta, e scorgendo un paese migliore, di nuovo fa vela. Il progresso non è altro che avvalersi delle utopie.”

Oscar Wilde

  

Probabilmente è fatale che nella storia si susseguano momenti di coraggiosa sperimentazione pionieristica, alimentati dalla fiducia nel futuro e nei mezzi dell’uomo, e successivi periodi di ripiegamento o “maturazione”, in cui vengono meno le certezze e ci si accontenta di mantenere l’equilibrio. Quello che stiamo vivendo è uno di questi?

Come architetti non ci interessa granché proporre l’ennesima personale lettura della Biennale di Venezia di cui si è detto e scritto anche


DOVERE NATURALE – di Alessandro e Leonardo Matassoni

primo passo luna leggerissima

“……….. Abbiamo deciso di andare sulla luna. Abbiamo deciso di andare sulla luna in questo decennio e di impegnarci anche in altre imprese, non perché sono semplici, ma perché sono ardite, perché questo obiettivo ci permetterà di organizzare e di mettere alla prova il meglio delle nostre energie e delle nostre capacità, perché accettiamo di buon grado questa sfida, non abbiamo intenzione di rimandarla e siamo determinati a vincerla, insieme a tutte le altre…………..……….……… Be’, lo spazio è lì e noi partiremo alla sua conquista e anche alla conquista della luna e dei pianeti, verso nuove speranze di conoscenza e di pace. Chiediamo quindi la benedizione di Dio per l’avventura più pericolosa e rischiosa, ma anche per la più grande impresa che l’uomo abbia mai affrontato.”

John F. Kennedy, Huston, Texas 1962

 

La coscienza


SUPERMARKET DI IDEE – di Alessandro e Leonardo Matassoni

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 ad uso esclusivo di spiriti  non allineati

 

“Un modo sicuro di indurre la gente a credere a cose false è la frequente ripetizione, perché la familiarità non si distingue facilmente dalla verità.” 

Daniel Kahneman

Nel mondo globalizzato, l’idea moderna di avanguardia artistica come fase storica isolata e di rottura con ciò che l’ha preceduta, sembra un concetto  che non appartiene più alla contemporaneità.

Di primo acchito la frequenza quasi quotidiana con cui si manifesta “il nuovo” dà la sensazione di un continuum che potrebbe essere rappresentato da un diagramma senza picchi in cui tali eventi si siano gradualmente avvicinati sempre di più fino a fondersi. E’ un assurdo della contemporaneità ma, in realtà, non è chiaro se stiamo vivendo dentro ad un’avanguardia dilatata nel tempo, senza accorgercene perché ormai siamo assuefatti al ritmo


L’ALBA DEL DOMANI – di Alessandro e Leonardo Matassoni

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…… riflessioni sulla città del futuro – parte 2 ……

” …… non penso mai al futuro, arriva così presto ……”

Albert Einstein

Se ci siamo addentrati nell’era del dominio assoluto della tecnologia, quali potrebbero esserne gli effetti sulla società e sulla città come sua forma fisica?

Uno dei filoni narrativi più sfruttati dalla cinematografia fantascientifica descrive un ipotetico domani, non esattamente collocato ma non troppo lontano, in cui la società soffre di una pericolosa forma di disgregazione, una parziale atrofia dei contatti interpersonali causata dall’autoisolamento sociale.

Sono spettacolarizzazioni che drammatizzano alcune teorie ben documentate sul futuro della società (elaborate da sociologi, psicologi e scienziati) che, effettivamente, individuano elementi concreti già osservabili e convergenti verso la previsione di imminenti cambiamenti socioculturali significativi; uno


RAPSODIA URBANA – di Alessandro e Leonardo Matassoni

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….. verso la città del domani …..

“Il problema non è mai come farsi venire in testa pensieri nuovi, innovativi, ma come togliersi dalla mente quelli vecchi……….. ripulite un angolino della vostra mente e la creatività andrà immediatamente ad occuparlo”

Dee Hock

 

Uno dei fattori chiave alla base della qualità dello spazio urbano è il tempo che lo trasforma e lo modifica adattandolo alla natura, all’economia e all’uomo.

Il tempo e la pressione dell’ambiente, inteso in senso lato, sono ciò che lentamente ha discriminato, trasformato e selezionato , organizzando un fenomeno spontaneo altrimenti disordinato; un processo molto simile a quello dell’evoluzione naturale e, in molti sensi non del tutto separato da esso.

Una seconda riflessione sulla città ci porta a considerare che se c’è un oggetto di studio per il quale


ECONOMIA UMANISTICA – di Alessandro e Leonardo Matassoni

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“….. se esiste qualcosa di santo, di puro, di sublime, qualcosa che assecondi questo smisurato desiderio dell’infinito e del vago che chiamano anima, questa è l’arte.”

Gustave Flaubert

Nei momenti storici di grande difficoltà e ristrettezze come quello che stiamo vivendo si tende a considerare la bellezza artistica come un lusso, una superflua e costosa forma di ricchezza culturale alla quale sembra ragionevole rinunciare; la bellezza artistica costa, quella prodotta attraverso l’architettura in particolar modo!

Fatalmente si impone il cinismo ragionieristico e i “contabili”  fanno il loro lavoro con la tipica mentalità miope ed esclusivista che punta alla semplicistica quadratura dei conti.

Se è  ovvio che “l’economia monetaria” è stata da sempre strettamente legata all’arte ed è altrettanto ovvio che le sue oscillazioni, ce lo insegna la storia, corrispondono agli


LOGICA EVOLUZIONISTICA – di Alessandro e Leonardo Matassoni

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“… Prima noi costruiamo gli attrezzi, poi loro costruiscono noi…”

Marshall Macluhan – sociologo canadese (1911-1980)

 

La tecnologia è semplicemente una conseguenza del processo evolutivo o ne costituisce una parte integrante?

Sin da quando circa sei milioni di anni fa, alcuni primati antropomorfi svilupparono la caratteristica fisica del pollice opponibile con il conseguente impulso alla loro capacità di manipolazione della materia, il processo evolutivo spostò la sua lenta pressione dalle caratteristiche biologiche verso la produzione degli attrezzi che un cervello ormai altamente evoluto, era in grado di creare per modificare l’ambiente; iniziò così un tipo diverso di ramificazione del processo identificabile nel progresso tecnologico. La coerenza della prima fase, strettamente biologica, con la ramificazione tecnologica è confermata dalle tendenze attuali di quest’ultima che ne lasciano intravedere alcune direttrici per il prossimo futuro, la